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Easy Star Questo Sconosciuto
EASY STAR
Questo “conosciuto”
Tips & Tricks

William Thorossian

Tutti lo conoscono tutti lo hanno voluto, ed io ed il mio amico Lino non siamo stati da meno! Molto è stato scritto, e tanto si può ancora trovare in rete, ed allora perché non fare il punto della situazione? Questo è quello che ci siamo detti, ed è nato il seguente articolo che riassume, un po’ per gioco ed un po’ con rigore, tutto (o quasi!) si può pretendere da questo poliedrico ed ancora in “voga” aeromodello della Multiplex, l’Easy Star!
In tutto c’è un inizio ed in questa “storia” l’inizio và ricercato nella curiosità di effettuare riprese aeree. D’altronde a chi non farebbe piacere trovarsi a bordo del proprio aeromodello? Ma prima di giungere a questo obiettivo, io e Lino ci siamo sbizzarriti nelle più svariate modifiche atte al miglioramento delle già ottime prestazioni volanti di questo aereo che è si per principianti, ma gode della fama di ottimo veleggiatore anche tra i più smaliziati aeromodellisti amanti del volo “lento”, di tipo domenicale e comunque, da tenere pronto nel bagagliaio della propria autovettura per ogni evenienza.
Siccome sono un fissato dei “sistemi di trasporto” relativi al nostro hobby, giacchè per modelli di stazza superiore al metro di apertura alare, tale necessità diviene manifesta, la prima modifica, se così vogliamo definirla, riguardava proprio la possibilità di poter trasportare in maniera indolore il mio caro Easy star, problema questo che invece non tocca minimamente il mio amico Lino, il quale lo tiene sempre già montato, caricandolo sui sedili posteriori della sua macchina. Innanzitutto la scatola! Perché non utilizzare la stessa che contiene l’aereo smontato? E così sia! Trovata una “maniglietta” in plastica (di quelle che ormai abbondano nelle scatole contenitrici dei più svariati dispositivi in vendita oggi: stampanti, DVD player, portatili, etc.), un piccolo taglio ed un rinforzo interno con nastro fibrato, ed il gioco è fatto! Ora bisogna modificare il modello in maniera da poter essere riposto correttamente nella scatola. Indubbiamente le uniche parti da tenere “fisse” ce ne sono ben poche, a parte la fusoliera in un unico pezzo e la “pinna” posteriore. Le ali sono smontabili per default, mentre il piano di coda relativo all’elevatore, che normalmente né è previsto l’incollaggio, è stato dotato di apposite viti in nylon in modo da poter essere facilmente smontato (le figure sono più esplicative di qualunque altro commento). Altra modifica iniziale è stata quella di rendere il motore in dotazione (un Permax tipo 400 da 6V a spazzole) asportabile, e qui mi sono sbizzarrito creando una apposita scanalatura nella sede prevista e poi incollando un supporto in metallo della Graupner per motori di tipo 400 sulla parte scoperta di tale sede, nel quale si insedia il motore tenuto fermo sia dal magnetismo intrinseco della sua carcassa che dall’altro guscio in metallo, il tutto avvitato dalle solite viti in nylon incollate per la loro testa tra la sede ed il primo guscio del supporto medesimo. Chiaramente i fili del motore, passati prima dell’incollaggio della fusoliera, sono stati predisposti con apposito connettore che permette il collegamento non permanente del motore.
Dai primi voli, con l’elica Gunther in dotazione (che è una 125x110 mm) in presa diretta sul motore, le prestazioni velocistiche non sono state molto eclatanti, ma d’altronde c’era da aspettarselo, e quindi la successiva modifica è stata quella della sostituzione del motore, con un brushless di tutto rispetto che rendesse merito al Cesare alato. L’asportazione del supporto in metallo e la costruzione di un supporto idoneo per il motore scelto, un Lipotech GT925, sono state eseguite senza eccessivi problemi, ed il passaggio del 3° filo non è stato critico in quanto il regolatore, un 18A di marca ignota acquistato on-line insieme ad un motore brushless a campana, è stato messo fuori ed in prossimità del motore, sia per permetterne una buona areazione che per tenere corti i fili che vanno alla parte propulsiva. Abbiamo poi creato due supporti motore diversi: sul mio aereo ho previsto un supporto,
inizialmente in compensato da 5mm e poi in alluminio ma con stessa sagomatura del primo, più alto, al fine di prevedere il montaggio di due tipi di elica, la Gunther rossa 149 x 125 mm (detta anche “Guntherona”) ed una 8X6; su quello di Lino un supporto in alluminio idoneo soltanto per la Guntherona.

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